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Un ex attaccante del Potenza sta facendo faville in Serie D nel Girone I.

di Redazione TuttoPotenza
Fonte: tuttoseried.com
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Nella rosa del Potenza che ha vinto il campionato di Serie D era presente anche l'attaccante trapanese Mistretta che in rosso-blù ha refertato solo due spezzoni di partita da subentrato a partire da fine Gennaio a Maggio 2018.Mistretta gioca in D nel Girone I nel Marina di Ragusa dove in undici partite ha siglato ben 7 reti e sono tanti i club di D e di C che hanno messo gli occhi su questo classe 97.Dopo Potenza Mistretta ando' a giocare nella Palmese in Calabria sempre in Serie D ma quest'anno il ragazzo si sta mettendo in mostra in terra iblea da dove vuole sicuramente far ripartire la sua carriera bloccata qualche anno fa sul più bello da un infortunio ad un ginocchio.

Ecco l'intervista rilasciata da Mistretta ai colleghi di Tuttoseried.com

In un momento storico drammatico per la nostra nazione, alle prese con una pandemia che continua ad imperversare e mietere ogni giorno centinaia di vittime, parlare di Calcio giocato appare, allo stato, un irresponsabile azzardo oltre che una circostanza decisamente fuori luogo.
La Redazione di TuttoSerieD, ha ritenuto opportuno dare voce ad alcuni protagonisti legati al vasto e variegato mondo della Quarta Serie. Un modo, questo, per conoscerne il relativo pensiero rispetto alle tematiche più attuali, delicate ed importanti che riguardino da vicino il sistema Calcio dilettantistico.

Ad intervenire in Esclusiva ai nostri microfoni, l'attaccante del Marina di Ragusa, Domenico Mistretta.
Il 22enne talento trapanese, autore di un'ottima Stagione in maglia rossoblù, impreziosita dal gol siglato al "Renzo Barbera" contro il Palermo, ha gentilmente concesso alla nostra Redazione la seguente intervista.

Domenico, l'intera nazione sta vivendo un periodo storico drammatico, probabilmente senza precedenti. Costretti a stare chiusi nelle proprie abitazioni, anche i Calciatori, professionisti e dilettanti, hanno dovuto cambiare radicalmente le proprie abitudini quotidiane. Personalmente, come stai vivendo questo momento così delicato? Qual'è il tuo pensiero rispetto a ciò che attualmente sta avvenendo nel mondo?

La vita di tutta l'umanità è stata letteralmente sconvolta dalla comparsa di questo virus che sta mietendo vittime in tutto il mondo. Non è stato e non è facile abituarsi a questa nuova vita, ma ognuno di noi penso che abbia capito che l'unico modo per uscirne sia quello di rispettare le regole che ci sono state imposte, per sconfiggere al più presto un nemico invisibile e salvare la vita a noi stessi e agli altri. Mi sembra di essere in un film di fantascienza, ma purtroppo tutto ciò è reale e mi rattrista tanto. Ora più che mai dobbiamo stare uniti e non moll

are, perché solo con l'impegno di tutti riusciremo a riappropriarci della nostra vita e del nostro futuro.

Sembra oramai assodato che la Stagione calcistica sia giunta al termine anzitempo. Quel che appare evidente, è che non sussistano minimamente le condizioni sanitarie, tecniche, mentali e non solo, per riprendere l'attività agonistica in tempi brevi. Qual'è il tuo punto di vista in questo senso? Credi che non ci sia più la possibilità di scendere in campo? O pensi che sia ancora legittimo sperare che si possa concludere la Stagione, scendendo in campo entro il 30 Giugno o magari, in maniera illogica, in estate inoltrata?

I Calciatori vorrebbero sempre giocare, ma oggi è difficile e alquanto improbabile che la Stagione possa riprendere. Sussistono troppi problemi logistici, economici, sociali, sanitari, per non parlare della condizione psico-fisica di ognuno di noi, tornata inevitabilmente a livelli da precampionato. Quindi, penso che questa Stagione sia ragionevolmente giunta al termine.

Allo stato attuale, oltre alle legittime preoccupazioni dovute alla pandemia in corso e al dispiacere di non poter più eventualmente competere sul campo per i rispettivi obiettivi, la "paura" più grande che accomuna i Calciatori, specie quelli militanti in categorie dilettantistiche, è quella di dover fare i conti con le difficoltà economiche derivanti da questo dramma socio-sanitario. Sono in tantissimi a non percepire lo stipendio da molto tempo, vivendo nell'incertezza più totale legata al presente e al futuro proprio e delle rispettive famiglie. Cosa senti di dire a questo proposito? È davvero così grande e diffusa la "paura" di una crisi economica che travolga sin da subito l'intero movimento?

Purtroppo Sì. Il Calcio dilettantistico sicuramente è il più penalizzato in assoluto, in quanto le Società ottengono risorse economiche solo attraverso vari sponsor e i sacrifici personali di determinati dirigenti, a differenza del Calcio professionistico che trae enormi profitti dai diritti televisivi e da una visibilità globale che non è certo quella che caratterizza la nostra Categoria. A seguito della crisi economica a cui tutto il movimento andrà incontro una volta messo alle spalle il problema Coronavirus, c'è il forte rischio che molte realtà calcistiche scompaiano del tutto.

Sono numerosi gli addetti ai lavori convinti che, a partire dalla prossima Stagione, moltissime squadre dilettantistiche siano destinate a scomparire del tutto. I Calciatori dilettanti nel loro complesso, intesi come una vera e propria categoria sociale, si sentono sempre più soli, maltrattati e non tutelati. Questo è il pensiero della quasi totalità dei tuoi colleghi. La pensi anche tu in questa maniera? Se Governo e LND non dovessero intervenire pesantemente sul sistema Calcio dilettantistico, quali pensi siano i reali rischi a cui vadano incontro Società e Calciatori?

Sono assolutamente convinto che molte squadre dilettantistiche e non solo, andranno incontro a serie problematiche di carattere organizzativo ed economico e rischieranno di non iscriversi ai rispettivi Campionati. Se il Governo non dovesse aiutare concretamente le Società dilettantistiche e di conseguenza i Calciatori dilettanti, molti di noi avranno seri problemi a continuare a giocare a Calcio.

Si parla comunemente di "Stagione falsata" in caso di Campionato deciso a tavolino e di "annata sportiva ancor più falsata", qualora si scendesse a breve e forzatamente in campo, costringendo migliaia di Calciatori e addetti ai lavori ad un rischio immane. Tutto questo, in un momento in cui la condizione fisica di ogni atleta, è tornata a livelli da precampionato o quasi, visto che da circa un mese e mezzo siano tutti completamente fermi. Qual'è il tuo pensiero a tal proposito?

Tutti i giocatori in questo momento continuano ad allenarsi nelle proprie abitazioni, cercando di mantenere, per quanto possibile, una condizione fisica ed un tono muscolare accettabili, ma lavorare in casa non è la stessa cosa rispetto a farlo sul campo di allenamento con la squadra. Il nostro rendimento non sarebbe uguale a quello avuto fino al momento dello stop. Ecco perché sono convinto che, riprendendo dopo una sosta così lunga, ci sia il forte rischio di falsare la Stagione nel suo complesso.

In caso di chiusura anticipata della corrente Stagione, avranno indubbiamente un compito difficilissimo coloro i quali saranno chiamati a decidere le sorti e l'epilogo dei vari Campionati. Quale formula pensi sarebbe più corretto adottare? E per quanto concerne promozioni dalla D alla C e retrocessioni dalla D in Eccellenza, quale sarebbe, a tuo avviso, lo scenario più giusto e meno "indolore" per cui si dovrebbe optare? Domenico Mistretta, cosa suggerisce di fare per chiudere la Stagione nella maniera più corretta, "giusta" e meno polemica possibile?

In caso di chiusura anticipata, a mio avviso, bisognerebbe rispettare la classifica maturata al momento dello stop, promuovendo le attuali prime in graduatoria e valutando solo l'ipotesi di effettuare dei ripescaggi nella Categoria superiore, senza la disputa di Play-Off e Play-Out. Temo però che ci sia il rischio di falsare la Stagione, sia che si torni in campo in piena estate, sia che si decidano i vari verdetti a tavolino. Chi dovrà decidere in questo senso, avrà un compito molto gravoso da svolgere.

A livello personale ti sei senz'altro reso protagonista di una splendida Stagione. Hai alle spalle un Settore Giovanile importante tra Palermo e Trapani, le esperienze in Serie B con lo stesso Club granata e le parentesi in Quarta Serie con Potenza e Palmese, prima di approdare in rossoblù. La tua personalissima annata è stata indubbiamente impreziosita da quel gol siglato al "Renzo Barbera" contro il Palermo. Una rete che non è valsa dei punti, ma che sicuramente avrà significato molto per te. Quali sensazioni ti accompagnano e ti accompagneranno sempre, pensando a quella rete storica, siglata in un tempio del Calcio italiano com'è il "Barbera"?

Sicuramente, quello realizzato al "Barbera", è stato un gol che sognavo sin da piccolo. A Palermo ho vissuto tre anni fantastici nelle Giovanili rosanero ed entrare in quello Stadio, con quello scenario, con seimila persone ad assistere al match, è stato davvero come vivere un sogno. Ho provato un'emozione grandissima ed è stato sicuramente il gol più importante sin qui siglato in carriera. Conoscendo tante persone lì a Palermo, anche se quella rete purtroppo non è servita a prendere dei punti preziosi, per me è stata come una sorta di festa nel dopo gara ed è stato anche un po' come tornare a casa. Il mio, fu il gol del momentaneo pareggio ed ha avuto comunque una certa importanza. Un momento fantastico e un'emozione indescrivibile, che porterò dentro per sempre.

Con il "tuo" Marina di Ragusa, sino al momento dello stop alla Stagione, vi siete resi protagonisti di un ottimo Campionato, specie considerando lo status di neopromossa collocata in un Girone difficilissimo, uno dei due/tre raggruppamenti più complicati dell’intera Serie D. Al momento dell’interruzione dell’attività agonistica, eravate la prima formazione dentro un’ipotetica griglia Play-Out, a soli quattro punti dalla prima posizione utile per la salvezza diretta. C’erano tutti i presupposti perché questa Stagione si concludesse nel migliore dei modi e adesso invece, il destino vostro e di tutte le altre Società, non è più nelle vostre mani ma in quelle degli Organi Federali. Pensando alla tua squadra, al di là di quanto stia accadendo oggi nel mondo, quali sono le tue sensazioni e i tuoi pensieri rispetto all’epilogo di una Stagione che non ha ancora espresso alcun verdetto? Ai tuoi compagni, ai tifosi e a tutto l’ambiente rossoblù, c’è qualcosa che senti di dire in particolare?

È vero, c'era ancora tutto il tempo per concludere al meglio un Campionato in cui ci siamo dimostrati assolutamente all'altezza della Categoria. Ai miei compagni e a tutti i componenti della grande famiglia rossoblù, voglio dire che sono sicuro che torneremo ad abbracciarci presto e che se ci chiedessero di tornare in campo per completare la Stagione, faremmo di tutto, come sempre, per riuscire a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati ad inizio Campionato e sicuramente ci riusciremmo.

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