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Michele Riccio: "Il calcio italiano puo' cambiare in meglio e sulla Figc Basilicata vi dico che..."

di Redazione TuttoPotenza
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In esclusiva per Tuttopotenza.com abbiamo intervistato l'avvocato potentino Michele Riccio che in carriera ha lavorato con club professionistici e dilettantistici dimostrando sempre la sua preparazione e serietà che lo hanno sempre contraddistinto oltre la toga nel mondo del calcio.

In primis chiediamo a Michele Riccio di farci il punto della situazione in questo momento delicato che sta vivendo il calcio italiano e se è giusto ad oggi giocare o non giocare.

1 – Giusto a mio avviso far partire solo i campionati professionistici divisi nelle originarie categorie. In primis perché le tutele contrattuali permettono agli stessi di esercitare le loro prestazioni in maniera, sulla carta più sicura, atteso che le società di A, B e C, dovrebbero avere maggiori strumenti di regolamentazione strutturale e di personale per poter garantire la sicurezza e lo svolgimento delle mansioni dei calciatori. Tutto il resto del mondo dilettantistico a livello calcistico, secondo il mio avviso, non potendo garantire tali norme di sicurezza, anche per gli elevati costi di gestione, è giusto che sia stato per quest’anno interrotto.

A livello di calciatori regna sovrana la confusione su quello che è ma anche su quello che sarà,cosa ci dice?

2 - Il frazionamento delle categorie B e C, sarebbe stata a mio avviso una discriminazione palese nei confronti delle squadre professionistiche di media e bassa classifica, ed avrebbe costretto atleti con lo status di professionisti  relegati  in categorie inferiori, con ingaggi sempre più miseri e consequenziali ripercussioni sul loro lavoro quotidiano, come già paventato dall Asso calciatori. Come si fa a spiegare ad un calciatore che per 10 anni ha calcato i campi di B e C che, essendo tesserato  per una squadra di media e bassa classifica di C,  che  c è la possibilità di diventare improvvisamente, e non per suoi demeriti, un calciatore semiprofessionista o addirittura dilettante. Sicuramente un danno per la categoria.

In Basilicata dal suo punto di vista che cosa potrà succedere e lei cosa proporrebbe?

3 – In Basilicata sarebbe stato auspicabile qualora non fosse intervenuta la normativa nazionale della Lega che, i massimi tornei regionali si fossero disputati sino alla fine o perlomeno con la formula dei play Off tra le squadre di vertice, risparmiando magari un turno alle capoliste a pari punti,  e facendo poi una finale unica, tra le vincenti. Certo mi rendo conto che sono decisioni difficili per cui il criterio adottato o che si adotterà scontenterà sicuramente qualcuno a discapito di altri, ma l’imprevedibilità e l’eccezionalità degli avvenimenti che abbiamo vissuto, mi porta a dire che alla fine le scelte fatte a livello verticistico siano comunque  tutte condivisibili.

Come vede il futuro del cuoio alle nostre latitudini anche a livello federale?

4 – A livello di prospettiva federale penso sarà molto complicato iniziare a programmare una stagione già di per sé ricca di criticità, soprattutto nella nostra Regione che, se da un lato ha risposto positivamente all’emergenza sanitaria per i bassi contagi, dal punto di vista dell’impulso economico necessario per far ripartire le società di calcio dilettantistico, sconta una carenza di liquidità cronica, già manifestata negli anni precedenti, per cui anche il calcio lucano avrà bisogno necessariamente di interventi di ausilio economico che chi governerà dovrà riuscire a reperire.

Le piacerebbe entrare a fare parte del "mondo calcistico federale" della nostra regione?

5 – Anni fa fui contattato da una cordata di dirigenti di eccellenza, per entrare in qualche modo nel Consiglio, ma l’attività di procuratore sportivo prima, e l’aver collaborato a livello di consulenza prima in società professionistiche e successivamente direttore sportivo di squadre di eccellenza, hanno reso incompatibile qualsiasi mio ruolo all’interno della Federazione.

Le sue esperienze calcistiche pregresse cosa le indicano e come si puo' migliorare il calcio lucano?

6  - Non nascondo che proprio l’esperienza a livello manageriale nelle squadre di eccellenza lucana mi hanno trasferito un bagaglio di conoscenza sulle dinamiche e sulla gestione del massimo campionato regionale che, a mio avviso, se messe a disposizione della Federazione potrebbero in qualche modo essere di ausilio per tentare di migliorare la gestione e le competenze del calcio lucano, in una sorta di sinergia tra professionismo ed esperienza sui campi, unici elementi a mio avviso destinati, in futuro, a dare uno spiraglio di ottimismo all’incremento ed all’ingresso di società che ancora hanno la volontà di fare calcio in Basilicata.

Con la bacchetta magica cosa "toccherebbe" come prima cosa?

7 – Tutto questo che ho detto non può prescindere dall’attenzione che si deve dare alle scuole calcio ed al calcio giovanile che rappresentano il motore di ogni attività finalizzata a creare un futuro calcistico importate nella nostra Regione, ed  una risorsa che per tanti anni non è stata mai sfruttata come si doveva e si poteva

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