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L'ex allenatore del Potenza Ragno è chiaro: "Contro il Lavello il Taranto si gioca la gara della vita con Guaita che può essere l'asso nella manica"

di Redazione 1 TuttoPotenza
Fonte: giornalerossoblù.it
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Nicola Ragno, ex allenatore di Taranto e Bitonto, è stato ospite della redazione di GiornaleRossoBlu.it per la trasmissione Tifo Web. Il mister Ragno ha commentato la prestazione di oggi del Taranto e analizzato l’intera stagione.

FASANO-PICERNO E LA STAGIONE TARANTO – La partita del Fasano è stata incerta fino all’ultimo minuto. Il Picerno ha portato a casa i tre punti grazie al giusto approccio. Tutto sommato, ha meritato la vittoria, nonostante l’ottima prestazione dei padroni di casa. A Taranto sono stato pochi mesi, ma sono in ottimi rapporti con tutti. I rossoblù stanno facendo un ottimo cammino, in una stagione complicata a causa del COVID. Il Taranto sta meritando il primo posto, ha però l’obbligo di vincere a Lavello per incorniciare questo campionato.

PICERNO E TARANTO – All’andata ho incontrato sia Picerno che Taranto. È doveroso premettere che questo campionato è uno dei più complicati. Alcune decisioni hanno influenzato le partite, come quella di eliminare i play-out. Così come il Taranto però, anche il Picerno sta facendo un ottimo campionato, riescono ad essere concreti e a difendersi.

LEANDRO GUAITA – Non posso parlare che bene di Guaita. Oltre che ad essere un grande giocatore, è un professionista. È tra i migliori giocatori che abbia mai allenato. Posso garantire che ama la città e la stessa squadra. Capisco ovviamente il suo calo stagionale, ha dovuto subire un gravissimo lutto familiare, il quale non è stato facile da metabolizzare.

LA PARTITA A LAVELLO – Quest’anno a Taranto, tutti, hanno fatto un ottimo lavoro. Laterza ha saputo gestire partite molto complicate in modo impeccabile. Domenica, a Lavello, sarà la partita della vita. Solo vincendo, tutti si ricorderanno di questa gara. Il campionato, da strano come è, si deciderà all’ultima giornata.

LA MIA ESPERIENZA A TARANTO – Quando si riconfermano dei giocatori, è perché si conoscono le caratteristiche caratteriali e tecniche degli stessi. Io puntavo molto su D’Agostino, tuttavia si è presentato infortunato al primo ritiro. Questa cosa è stata molto irrispettosa. Nonostante ciò, lo mandammo al Nord per curarsi. Stefano pretendeva di recuperare da una pubalgia in quattro giorni pur di tornare qui per giocare e riprendersi la fascia da capitano. Con me nessuno è titolare a priori, c’è la necessità di dimostrare il proprio valore sul campo. Tutti devono remare nella stessa direzione. Ciò che il Taranto sta realizzando quest’anno, lo deve alla compattezza del gruppo. Lo scorso anno avevo costruito una buona squadra, ma alcune situazioni non sono state gestite bene.

MARSILI E MATUTE – Io sono un estimatore di Marsili, ma la società a volte ti pone dei paletti. Fra Manzo e Marsili, uno era di troppo. Max è un giocatore da prendere in qualsiasi squadra. Anche Matute è un grande giocatore, ma l’anno scorso necessitavo di avere un centrocampista di inserimento. Matute è un uomo più di quantità che qualità.

ESPERIENZA A BITONTO – Accettai Bitonto perché c’era un progetto biennale. Ho allestito una squadra competitiva che, con una preparazione adeguata, avrebbe potuto dare del filo da torcere a Taranto e Picerno. Quest’anno il presidente del Bitonto non mi aveva chiesto di vincere il campionato, ma di gettare delle basi per fare bene la prossima stagione. Tuttavia, sono stato sfortunato in varie circostanze. Nella prima ondata di COVID, persi tutti gli attaccanti, nella seconda, i centrocampisti.

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