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Il giornalista irpino Rino Scioscia ci presenta Avellino-Potenza: "Il Potenza è veramente una bella realtà e Capuano è uno degli ultimi romantici "

di Redazione TuttoPotenza
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Avellino-Potenza, vista da uno delle migliori firme del giornalismo sportivo avellinese, il direttore del Giornale dell’Irpinia, Rino Scioscia, tra i maggiori esperti della gloriosa storia dei Lupi, che segue da oltre mezzo secolo.

Allora Rino, lunedì sera si giocherà al Partenio-Lombardi Avellino-Potenza, che partita sarà?

“Premesso che attendo con curiosità questa sfida, nella speranza, anzi nella convinzione che sarà innanzitutto una grande festa dello sport. I Lupi non affrontano il Potenza da un quarto di secolo.Sarà un “quasi derby”, considerato che le due province sono confinanti e che tra i Biancoverdi ci sono due importanti ex del Potenza, oltre a mister Capuano, anche il DS Salvatore Di Somma ha trascorsi in Lucania: come allenatore dei Rossoblu conquistò la promozione in C1 al termine del campionato 92-93. Venendo ai temi tecnici della gara di lunedì sera, prevedo una partita equilibrata tra due squadre che, pur inseguendo opposti obiettivi di classifica, vorranno superarsi,soprattutto perché vengono entrambe da due sconfitte consecutive. Mister Capuano ha voglia di conquistare finalmente la prima vittoria in casa, magari per farsi rimpiangere dai suoi supporters, ma anche e soprattutto per far capire ai tifosi avellinesi che il suo avvento sulla panchina irpina ha portato e continuerà a portare buoni frutti. Poi, sul piano delle potenzialità tecniche complessive, benché la classifica dica che ci sono dieci punti di differenza tra le due contendenti, a mio avviso Avellino e Potenza sostanzialmente si equivalgono, ed il pronostico è aperto a qualsiasi risultato, anche se penso e spero che in questa gara l’Avellino torni a fare punti”.

Ti aspettavi un Potenza cosi in alto in classifica?

“Sinceramente, la squadra lucana, a mio avviso, non rappresenta una sorpresa, anche guardando a quanto è stata capace di fare nella passata stagione, allorquando, da matricola, è arrivata a chiudere il campionato al quinto posto. La compagine di mister Raffaele fino alla decima giornata,con il primato in classifica, era andata anche oltre ogni più rosea aspettativa dei suoi tifosi.Purtroppo, nelle ultime tre gare, il Potenza ha raccolto la miseria di un solo punto, in casa con la Cavese, perdendo due scontri diretti per l’alta classifica, entrambi con un punteggio severo, al cospetto, però, di signore squadre come Monopoli e Reggina. Nonostante tutto, l’attuale quarto posto in classifica permane lusinghiero, e sono convinto che i Lucani torneranno a fare tanti punti, con la speranza che la loro galoppata positiva, ricominci dalla …quindicesima giornata”

Rino, tu che hai raccontato per Twikie.it, un magazine nazionale di successo, le gesta di grandissimi personaggi del calcio mondiale, come Rivera, Crujff, Eusebio, e da ultimo il “padre” del calcio all’italiana, il mitico Nereo Rocco, ci fai un breve ritratto di mister Capuano?

“Volentieri, quanto tempo e spazio mi concedi? E sì, perché su Eziolino Capuano si potrebbero scrivere tantii libri, altro che breve ritratto. Ma mi rendo conto che Tuttopotenza è un quotidiano, non un magazine di approfondimento, e allora cercherò di essere il più sintetico possibile. Confesso che prima che arrivasse ad Avellino, di mister Capuano conoscevo solo il personaggio dipinto dalla letteratura sportiva, sapendo poco di lui sul piano tecnico, e zero assoluto dal punto di vista umano. Tralasciando il personaggio Capuano, soprattutto l’immagine spesso deteriore che è stata costruita sul tecnico di Pescopagano, anche perché tutto ciò che non riguarda il rettangolo di gioco non mi ha mai particolarmente appassionato, mi piace parlare di Eziolino come uomo e come allenatore di calcio. Non ho avuto finora l’opportunità di conoscerlo bene, almeno non come i tanti addetti ai lavori del mondo del calcio, che me ne hanno spesso parlato, ma quel poco che ho conosciuto da quando è arrivato ad Avellino, vale a dire meno di mese, è sufficiente per proporre ai lettori di Tuttopotenza qualche mia considerazione. Prima di tutto, Capuano è un uomo vero,con tutti i suoi limiti (non molti) ed i suoi meriti (tanti). E’ schietto, diretto, non è un ipocrita, o peggio ancora paracelo, e non guarda all’etichetta. Il suo peggiore difetto, a mio avviso è che parla  davanti a taccuini e telecamere allo stesso modo in cui discute al bar con degli amici,perché è un istintivo. Ma proprio per questo è un uomo vero, senza filtri e senza quella diplomazia,che spesso, soprattutto nel calcio, è sinonimo di falsità e di omertà. Eziolino è uno degli ultimi romantici di un calcio che sta letteralmente scomparendo, travolto dal circo mediatico e dalle speculazioni economiche, dalla ricerca spasmodica ed affannata del business ad oltranza, con tantissimi mestieranti improvvisati, anche nei ruoli e nelle figure più importanti di una squadra di calcio, sia a livello dirigenziale che tecnico. L’allenatore Capuano ha idee tecnicamente e tatticamente assai condivisibili, perché sempre moderne ed efficaci. L’attuale tecnico dell’Avellino sa come mettere la squadra in campo e, soprattutto, sa leggere l’evoluzione tecnico-tattica della partita, riuscendo spesso ad intervenire con cambi adeguati. E’ ancora da troppo poco tempo ad Avellino per riuscire già a capire la personalità e le caratteristiche tecniche dei calciatori che si è ritrovato ad allenare.Ma credo e spero che saprà dare molto ai Lupi. Del resto, un grande tecnico lo si vede dalla capacità che ha di far rendere al massimo ciascun calciatore, secondo le sue attitudini, cercando di fargli tirare fuori il massimo delle sue potenzialità. Il tecnico di

Pescopagano queste qualità le ha nel suo dna. Fondamentalmente, il problema maggiore di Eziolino Capuano è che si ritrova ad operare in un’epoca calcistica in cui le sue qualità tecniche, non essendo apprezzate appieno, finiscono per lasciare spesso spazio ed importanza a quell’immagine deteriore, di cui parlavo prima. In fin dei conti, l’attuale trainer dell’Avellino non si è mai saputo vendere. E’ un limite? Forse sì per il calcio-business. Ma per il calcio VERO,quello che andrebbe insegnato, ex novo, ai ragazzini, è sicuramente un grande pregio."

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